martedì 12 maggio 2009

Fotografia di Food: Illuminazione - Food Photography: Lighting

Luce dura, luce morbida

Per tanti sarà un concetto già chiarissimo ed elementare, ma spesso le persone che da poco iniziano a fotografare con luce artificiale si trovano spaesate quando si parla di questo concetto.

La luce, i cui raggi colpiscono il soggetto da un unico angolo, crea una situazione di alto contrasto che produce ombre nette e definite, ombre DURE, da qui il termine di luce dura.

Quando invece i raggi colpiscono il soggetto da più angoli si ha una situazione di basso contrasto, le ombre sono poco definite e sfrangiate, ombre MORBIDE, da cui il termine appunto di luce morbida.

Se la sorgente luminosa è unica ci sono due fattori che influenzano il tipo di luce che emette: la grandezza della sorgente luminosa rispetto al soggetto e la distanza sempre rispetto al soggetto.

Più la sorgente luminosa è piccola rispetto al soggetto più la luce che produce è dura, più la sorgente luminosa è distante rispetto al soggetto più la luce è dura, e ovviamente l'inverso.

Questi concetti sono verificabili da chiunque ad occhio nudo. Prendete una giornata di sole. Il Sole visto dalla Terra è una sfera piccola eccezionalmente luminosa, in realtà è molto grande ma è lontanissimo. Essendo che la sua lontananza da noi è talmente grande che vediamo solo una pallina, i raggi della sua luce ci colpiscono dallo stesso angolo. Quindi in una giornata serena vedremo che tutti gli oggetti hanno ombre ben definite. Basta che sia invece un po' nuvoloso che la sorgente luminosa non è più il Sole, ma le nuvole che ci stanno davanti. Che sono molto più vicine rispetto a noi e quindi anche più grandi in proporzione. Ed infatti le ombre iniziano ad avere contorni molto meno netti.

Il tipo di luce influenza le ombre e i riflessi (luce dura = ombre nette e riflessi più brillanti, luce morbida = ombre sfumate e riflessi meno accentuati) ma non quanto è scura l'ombra. Quello è determinato dalla quantità di luce presente nella zona in ombra, per cui spesso, in fotografia, per schiarire (in gergo = aprire) le ombre si usano dei "riflettori", cioè degli strumenti che appunto "riflettono" la luce nelle zone in cui ce ne è di meno.

Hard light, Soft light

This one should probably be an elemental and simple concept for many people, but others, specially the ones who are starting to shot with artificial lighting, are confused about it.

Light, whose rays are hitting the subject from the same angle, produces a high contrast situation, with neat and well defined shadows, HARD shadows, from which it is called hard light.

When instead the rays are hitting the subject from different angles they produce a low contrast situation, with unsharp shadows, SOFT shadows, so it's called soft light.

If there's just a single light source there are two factors that are determine which kind of light it produces: its size compared to the subject and its distance always from the subject.

The smaller the light source is compared to the subject the harder the light is, the farteher is the light source is from the subject the harder the light is, and, of course, the opposite.

These concepts are verifiable by anyone without any camera or other instrument. Just think at a sunny day. The Sun, looked from Earth, is a small and incredibly luminous sphere, in reality it's very large but also very very far from us. As its distance from us is very huge and we just see a little sphere, the rays of its light are hitting us from the same angle. So in a sunny day all the objects have a sharp and neat shadow. It just takes to have some clouds in the sky before the Sun that the light source is not the sun anymore, but the clouds that are before it. And the clouds are a lot nearer to us then the sun so they seem also a lot larger. And we could verify then that the shadows are soft and unsharp.

The kind of light influences the shadows and the reflexes (hard light = sharp shadows and brilliant reflexes, soft light = unsharp shadows and dull reflexes) but not how dark the shadow is. This is determined by the amount of light hitting the area in shadow. For this reason, in photography, to brighten up (gergal term = open) the shadows we use reflectors, alas instruments that reflect the light in the areas where there's too few of it.

Esempi - Examples

Luce dura, guardate l'ombra coi contorni netti e i riflessi brillanti sulla mela.
Hard light, look at the sharp contour of the shadow and the sparkling reflexes on the apple.



Luce dura con un riflettore dalla parte opposta, l'ombra è sempre netta ma molto più chiara, ci sono sempre i riflessi brillanti sulla mela, ma il suo lato in ombra è adesso luminoso quasi come quello esposto alla luce.
Hard light with a reflector on the opposite side, the shadow is still sharp buit a lot less dark, there are still the sparkling reflexes on the apple but its shadowy side is almost as luminous that the side facing the light.



Luce morbida, l'ombra è sfrangiata mentre i riflessi sulla mela sono opachi.
Soft light, the shadow is unsharp while the reflexes on the apple are dull.



Luce morbida con un riflettore dalla parte opposta, l'ombra è quasi inesistente adesso, i riflessi sulla mela rimangono opachi ma la mela sembra quasi illuminata in maniera uguale.
Soft light with a reflector on the opposite side, the shadow is almost gone, the reflexes on the apple remain dull but the apple looks evenly illuminated.



Conclusioni - Conclusions

Adesso non resta da fare altro che esercitarvi, provare a variare il tipo di luce, aggiungere una luce dura con una morbida o darvi da fare coi riflettori. Come vedete non c'è una ricetta che va bene sempre, dipende da quello che volete ottenere e dal tipo di foto che volete fare.
L'importante è che siate VOI in controllo della luce e non il contrario.

What you have to do now is testing, testing and again testing with the various kind of lights, mixing them, adding reflectors, etc... As you could have seen there's not an universal recipe, it all depends on what you like and which kind of image you want to create.
The important thing is that YOU have to be in control of the light and not the opposite.

12 commenti :

maia ha detto...

che bello questo corso base di fotografia: e' chiaro, semplice ed utile.

ciao

cinzietta ha detto...

GRANDE! finalmente una spiegazione per dummies come me, che stanno affacciandosi alla fotografia da pochissimo.
farò le prove e ti racconterò se ne hai voglia.
ciao!

ciciuzza ha detto...

grandioso e chiarissimo!
grazie mille!

janefonda ha detto...

chiaro come la luce del sole ;o)

Fra ha detto...

grazie!

fiOrdivanilla ha detto...

Ciao Alessandro, quali sono le varianti da usare come riflettori? io solitamente uso dei cartoncini spessi di polistirolo bianco. So che c'è di meglio, ma possono andare? Cos'altro posso utilizzare altrimenti?
grazie e complimenti per la chiarezza d'espressione:)

fiordisale ha detto...

un blog veramente interessante, complimenti...

A G Photography ha detto...

@maia

Speriamo!

@cinzietta

Prova e riprova e vedrai anche da sola cosa ti piace di più.

@ciciuzza
@janefonda

Spero davvero di esser stato il più chiaro possibile.

@Fra

Prego ! ;)

@fiOrdivanilla

Va bene di tutto, anche il polistirolo o i fondi di alluminio per le torte, qualsiasi cosa che riflette la luce. Poi ognuno di essi darà un risultato leggermente diverso che starà a te scegliere.

@fiordisale

Grazie, e sto lavorando perchè continui ad essere interessante.

Francesca ha detto...

sì anche per me questo post che hai fatto è molto chiaro. Da più di un anno leggo libri o su internet di foto per migliorarmi, devo dire che la tua 'lezione di luce' è molto efficace, grazie!

VALENTINA "cuoca" PER PASSIONE ha detto...

wow ...ho scoperto il tuo blog da poco... sono una principiante ma la cosa mi intrippa parecchio"!!! spero in qalche tua prossima lezione!! grazie V

Solidea ha detto...

Chiedo scusa, domanda da capretta!!! Luce morbida, luce dura, mi puoi "illuminare"?

Solidea ha detto...

Mi sono già illuminata da sola...ho letto il post, hai ragione...ora bisogna fare le prove!! Grazie divino!!

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