domenica 3 maggio 2009

Meyer Görlitz Primoplan 58/1.9

In un altro post della scorsa settimana vi raccontavo della mia passione per i vecchi obiettivi. Qualche giorno fa mi è arrivato questo obiettivo dalla Gran Bretagna: un Meyer Görlitz Primoplan 58/1.9, con baionetta di tipo Exakta, che dal numero di serie dovrebbe essere degli anni '40, probabilmente durante la guerra o giusto prima.
A quei tempi "equipaggiava" l'allora rivoluzionaria Kine Exakta, la prima vera macchina fotografica reflex 35 mm presentata alla fiera Leipziger Früjahrsmesse nella primavera del 1936.



Ma vediamo come si comporta quest'altro nonnino nel mondo digitale di oggi con l'aiuto della mia fida Olympus e410 (nell'attesa che riesca a trovare un buon adattatore per poter montare gli obiettivo con baionetta Exakta sulla Canon EOS 5d MkII).

La prima cosa che si nota appena la si prende in mano è il peso di questa lente, è infatti di ottone. Inoltre il vetro appare molto differente da quelli usati ai nostri giorni, anche perchè non ha alcun rivestimento. Lo schema ottico è di 5 lenti in 4 gruppi e fu un grande risultato quando cui fu ideato in quanto permetteva una lente fra le più luminose allora esistenti all'epoca.



Ho iniziato a fare qualche foto a tutta apertura di diaframma e l'impressione d'uso è che praticamente sembra di usare una di quegli obiettivi soft focus, estremamente morbido, anche troppo forse, con uno sfocato però pittorico e una resa dei colori molto bella.

I problemi più grossi vengono dai riflessi, è una lente non rivestita dopotutto, che a diaframma aperto sono evidenti anche negli oggetti più luminosi, come i petali dei fiori. Sui soggetti giusti può essere un effetto interessante (vengono venduti appunto filtri apposta per ottenerlo) ma richiede appunto un notevole controllo da parte del fotografo.

Chiudendo il diaframma il problema dei riflessi via via si risolve e migliora anche la definizione dell'immagine, anche se rimane sempre mediocre ai bordi, un problema tipico delle prime lenti luminose, ma che non era considerato così critico dai fotografi del tempo. Infatti, se ci pensate, queste lenti dovevano essere usate per lo più per ritratti o altri soggetti "centrali", per i paesaggi si usavano professionalmente le macchine fotografiche di grande formato a soffietto (andrebbero usate anche oggi, ma questa è un'altra storia come direbbe Lucarelli).

Concludendo è sempre emozionante usare un pezzo di storia fotografica, anche perchè, come dicevo nell'altro post, le lenti di tanti anni fa sono anche piene di difetti ma non mancano mai di avere una personalità unica che le rende sempre utili quando si vogliono creare immagini di un certo tipo.

Come tutti i nonni, anche questa settantenne ha sempre qualche bel racconto da narrarci.



Meyer Görlitz Primoplan 58/1.9

In another post of the last week I was telling you about my passion for old glasses. Some days ago it arrived to my address this glass from the UK: a Meyer Görlitz Primoplan 58/1.9 in Exakta mount that, telling from serial number, it should have been made in the '40, probably during the war or just before. Once it equipped the revoluctionary Kine Exakta, the first true reflex 35mm camera, that was presented at the fair Leipziger Früjahrsmesse in the spring of 1936.

Let's see how this other glass grandpa behaves in today digital world with the help of my faithful Olympus e410 (at least until I will find a suitable adapter to mount exakta lenses on my Canon EOS 5d mkII).

First thing you notice once you take it in your hand is the weight of this lens, it's made of brass! The glass is also pretty different to the one we're accostumed to today, it's uncoated and completely clear. Optical scheme is 5 elements in 4 groups and it was actually a great achievement when it was developeved because it allowed to build one of the fastest lens of the time.



I started to take some sample shots at full aperture and the impression is that it is very similar to some soft focus lenses, the rendering is extremely soft, maybe even too much, with a very pictorial bokeh though and great colors.

The biggest problems come from flares, it's an uncoated lens after all, but at full aperture this is evident also in the most luminous objects, like flower petals. On the right subject is a pretty interesting effect (there are some filters on sale to obtain similar results) but it requires a lot of control from the photographer.

Closing the diaphgram the flare problems are progressively mostly solved and also definition improves even if it's still mediocre at the borders. This is a typical problem of the first fast lenses, but it wasn't considered so critical by the photographers of those days. If you think about it these lenses should be used for portaits or other "central" framed subjects; for the landscapes view cameras were professionally used (they should used also today, but this is another story).

All in all is always exciting to use a part of the photographical history also because, as I said in the other post, old glasses are full of flaws but they aren't short of their own personality that makes them useful when one wants to take some kind of shots.

And as every other grandpa, also this septuagenarian has always a good story to tell.

5 commenti :

Thorsten ha detto...

Interesting post Alessandro. The effect of this lens are very interesting and I like the softness of the images. As you said with the right subject, like portrait, it will give you an almost romantic feeling.

A G Photography ha detto...

@ Thorsten

You should browse some old houses there in Germany, TK. I bet you could discover other hidden photographic gems like this one.

Thorsten ha detto...

Actually I have "discovered" an older lens in my own home, an old 50mm/1.7 lens, which I hadn't used for a too long time. I have to admit, that I have get used to the very shallow DoF again.

atiratha ha detto...

Actually, how can you tell from the serial number, when the lens was made? Is there a list for Primoplans? I acquired one today.

Alessandro Guerani ha detto...

You can find a list of Meyer serial numbers around in the net:

http://exakta.photobutmore.de/meyer/

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