venerdì 16 ottobre 2009

Fotografia di Food: Luce Continua
Food Photography: Continuos Light

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Avete tempo di fotografare solo alla sera? La stanza dove scattate ha finestre piccole e buie? Questo post continua ad analizzare le basi della fotografia di food parlando del sistema più "semplice" (in teoria) di illuminazione fotografica: la luce continua.

Si chiama luce continua perché la luce viene prodotta da lampade che restano accese, permettendo quindi di vedere il loro effetto in tempo reale. Per questa loro somiglianza al comportamento della luce naturale sono talvolta preferite ai flash, che invece producono luce con un lampo i cui effetti sulla scena da riprendere non sono sempre facili da "prevedere".

La luce continua è anche la luce usata nei set cinematografici e televisivi e in tutte quelle occasioni dove è necessario riprendere scene in movimento e quindi, per ovvi motivi, non si possono usare luci flash.

Visti i vantaggi vi chiederete di certo perché non si usano sempre questo tipo di luci: elencando adesso i vari tipi di luce continua disponibile sul mercato capirete che, come in tutte le cose, ci sono anche degli svantaggi e dei compromessi a cui bisogna sottostare.

Luce Continua Calda (Hot Lights)

Sono la forma più "antica" di luce continua in quanto, in pratica, non sono altro che lampadine ad iridescenza al tungsteno (come le vecchie lampadine di casa insomma) o, più recentemente, al quarzo (dette anche alogene).
Al vantaggio di avere un basso costo (si possono anche usare attrezzature non specifiche per la fotografia) hanno però tre grossi svantaggi: il primo è che sono calde. MOLTO calde. Specie in relazione alla potenza di luce emessa.
Che è infatti il secondo problema.
Essendo energeticamente inefficienti (a meno che uno non voglia usarle da stufetta :D ) per illuminare una scena per potere usare tempi di scatto piuttosto veloci e sensibilità ISO basse dovete accumulare potenze dai 2-3000 watt in su.
Sono quindi sconsigliabili da impiegare per fotografare persone in ambienti piccoli: cuocerete voi e loro.
Invece per il food, che è di solito un soggetto statico, si possono usare anche potenze minori, dai 500 ai 1000 watt.

Rimarrà il problema del calore (e quindi vi scordate semifreddi, gelati, eccetera) oltre al fatto che se poi avete necessità di "modificare" la luce (per renderla più morbida, per indirizzarla, eccetera) avrete bisogno di usare sistemi specifici per la fotografia con accessori che devono resistere ad alte temperature, con questo vanificando in buona parte (se non del tutto) l'economicità di cui parlavamo all'inizio.
Oltretutto bisogna veramente stare attenti con certi materiali tipo carta, e altri facilmente infiammabili, perché i rischi che prendano fuoco se troppo vicini alle luci sono concreti (ve lo dico per esperienza diretta).
Il terzo problema che hanno questo tipo di luci è il "colore" della luce che producono. E' infatti una luce "rossa" o "calda" che va bilanciata al momento dello scatto o, al massimo, in post produzione (come descritto in questo post).

Luce Continua Fredda (Fluorescent Lights)

Recentemente le luci fluorescenti hanno avuto un notevole miglioramento tecnologico. Solo qualche anno fa erano poco diverse dalle normali luci "neon" da ufficio. Oggi invece hanno una buona efficienza energetica, a pari consumo di watt basso emettono una quantità di luce nettamente superiore alle luci "calde". Inoltre hanno il notevole vantaggio di scaldarsi notevolmente di meno, per cui sono entrate ben presto a far parte delle attrezzature per la fotografia e le riprese video. A questo si aggiunge che il colore emesso, che nelle vecchie luci fluorescenti era uno dei più difficili da controllare per via della sua tonalità verdastra e imprevidibilità, con le moderne lampadine "daylight" si è avvicinato notevolmente a quello della luce solare (i famosi 5500 gradi Kelvin, vi ricordate vero?).

Quali sono in questo caso gli svantaggi? Il maggiore è comunque che le luci fluorescenti sono più "voluminose" a parità di potenza di una luce calda, non parlando poi dei flash. Inoltre sia la potenza che la corrispondenza del colore della luce ai 5500k sono spesso indicati in maniera molto "ottimistica" dai produttori. Infatti il rapporto 1 a 5 con le luci calde (cioè una lampadina di 20 watt fluorescente dovrebbe fare la stessa luce di una da 100 watt al tungsteno) è parecchio discutibile, per esperienza pratica si avvicina in realtà più a 1 a 4, mentre le luci "daylight" in realtà danno un colore della luce più sui 4000-4500 gradi Kelvin che ai 5500 del sole, necessitando quindi di una correzione del bianco in fase di ripresa.
Tenuto conto di questi limiti, che impediscono ai sistemi con luce fluorescente di avere tutta la gamma di accessori disponibili per i sistemi flash, rimangono una ottima scelta soprattutto per chi, come noi, deve fare foto a soggetti statici come il food e quindi non ha bisogna di elevatissime potenze di luce.
Personalmente poi le preferisco proprio perché la luce emessa in modo continuo rende più facile far sembrare le foto come scattate con luce naturale, che rimane ancora il sistema migliore per far sembrare il food appetibile.

Luci HMI (Hydrargyrum Medium-arc Iodide)


Sono luci simili a quelle fluorescenti ma che permettono potenze notevolmente superiori, per questo motivo sono le luci che vengono più usate nell'industria cinematografica. Per quello che è il nostro campo di applicazione, se non avete veramente tanti soldi e bisogno di illuminare set fotografici immani non pensateci neppure, sono inoltre molto ingombranti e pesanti dovendo usare delle ballaste per regolare la tensione elettrica.






Il prossimo post parleremo dei principali sistemi per "modificare" la luce per poi continuare con le luci flash che sono il sistema più "completo" per chi voglia fare fotografia di studio.

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Do you have time to take pictures only late in the evening? Is the room where you shoot dimly lighted by small windows?
This post continues the analysis of the basics of food photography describing the more (theorically) "simple" systems of photographic lighting: the continuos light ones.

It is called continuous light because lighting is produced by lamps, enabling you to see their effect in real time as it resembles the behavior of natural light. For that reason it is sometimes preferred to flash lighting whose effects on the scene are not always easy to be "predicted".

The continuous light is the lighting system used in movie sets and television studios and in all those occasions where it is necessary to reproduce motion scenes and therefore, for obvious reasons, you can not use flash lights.

Given those benefits you'll wonder why these devices aren't always used: as I'll list the various kinds of continuous light on the market you will understand that, as in all things, there are drawbacks and compromises to which the user must submit.

Hot Lights

They are the most "ancient" continuous light devices as they are in practice nothing diffirent than iridescent bulbs (tungsten bulbs as in the old lamps you always used at home) or, more recently, quartz (also called halogens).
The advantage of low cost (you can also use some equipment not specific to photography) is however balanced by three major drawbacks: the first is that they are hot. DAMN HOT. Especially in relation to the power of light emitted.
That is in fact the second problem.
Since they are energy-inefficient, to illuminate a scene so you can use slower shutter speeds and low ISO sensitivity you'd need hot lights from 2-3000 watts up.
They are therefore not the best choice if you have to shoot people in small rooms unless you want to experience what the food could feel in the oven.
Instead for shooting food, which is usually pretty "static", you can use less power, from 500 to 1000 watts.
Apart the heat problems (forget to shoot parfaits, ice cream, etc. with hot lights) if you need to "modify" the light (to make it softer, thereby targeting, etc.) you'd need to use specific photographical accessories that must withstand high temperatures, whose high cost erases in part (if not entirely) the economical advantage of which I formerly spoke.
Above all you must really be careful with certain materials like paper, and other highly flammable, because the risks they take fire if too close to the lights are real (I tell you from personal experience).
The third problem with this type of light is the "color" they produce which is "red" and "hot" and must be balanced at shooting time or, in a worse way, in post production (as I described in this post).

Cold Lights (Fluorescent Lights)

Fluorescent lights have had a significant technological improvement recently. Just few years ago there were little differences between them and the usual office "neon" lights. They have good energy efficiency, with the same watt power they emit a lot more light than hot lights. They also have the considerable advantage of being considerably less hot, for this reason they soon came to be part of photography and video equipment. Take also in count that the color of he light emitted, which in old fluorescent lights was one of the most difficult to control because of its unpredictable greenish tint, with modern light daylight lamps is considerably closer to the sunlight (the famous 5500 degrees Kelvin, do you remember it?).
Which are the disadvantages then? The biggest is that fluorescent lights are more "cumbersome", for the same power, than hot lights, not to talk about flash lights. Another problem is that both the power than the "daylight" term are used in in a very "optimistic" way by the light makers.
The ratio of 1 to 5 with hot lights (ie a 20 watt fluorescent bulb should do the same light as a 100 watt tungsten) is quite debatable indeed, by personal practical experience is actually more closer to 1 to 4, while "daylight" lamps produce a light with a color of about 4000-4500 degrees Kelvin, thus necessitating a white balance correction anyway.
Despite these limitations, that prevent fluorescent light systems to have the whole range of accessories available to flash systems, they remains a good choice especially for those, like us, need to take pictures of static subjects such as food and therefore do not need of high power lighting.
Personally I also prefer because them because light emitted in a continuous way makes easier to shoot photos that looks like they were taken with natural light, which is still the best way to make food look appetizing.

HMI lights (Hydrargyrum Medium-arc Iodide)

They are similar to fluorescent lights but they allow to build systems of much higher power, that are therefore the most used in the movie industry. If you do not really have a lot of money and need to light a REALLY huge photo set do not even think about them, they are also very bulky and heavy as they use ballasts to adjust the voltage.

The next post I will write about the various accessories that "modify" the light and then I will continue describing the flash light systems that are the most "complete" for those who want to do studio photography.

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7 commenti :

eli ha detto...

Io uso un foglio di carta da forno, non si incendia, ma non è il massimo e poi ho dei "farettacci" da giardino che adopero di solito per illuminare la scena quando faccio teatro.
Non dispongo di molti mezzi per cui "evviva l'arte dell'arrangiarsi".

Grazie per le informazioni sempre molto gradite:)))

Alessandro Guerani ha detto...

Non si incendia ma diventa bello brulée (fatto anche quello con dei fari alogeni da 500w). Certo che all'inizio per capire la luce va bene anche quello, però ultimamente il costo di sistemi decenti si è così abbassato che non so se ne vale così tanto la pena.

dada ha detto...

Certo che mi è piaciuto il post ;-) Soprattutto gli svantaggi al punto che nessuno mi ha convinto veramente (salvo, immagino, investire parecchio ;-).Anche se forse i neon sono "usabili" visto che sono migliorati. Anche da me, ancora l'arte di arrangiarsi a volte con una luce alogena ma insomma.
Grazie come sempre per le informazioni chiarissime con un pizzico d'ironia che non guasta. Buon fine settimana

Angie ha detto...

Thank goodness you posted this today. I went today, after being fed up with trying to photograph leftovers the next day, and waiting patiently for the sun to come out. It actually rains in Orlando Florida more than Seattle Washington, or so I have been told. So I got a huge cardboard box, and cut hugs holes in the sides and top , and draped a big white sheet over it to make a make shift light box. I bought some shop lights with clamps that i can easily adjust, and put fluorescent daylight bulbs in there. I have been trying test shots in there, what should my light meter be approximately reading for proper light, don't know if I should add 2 more lights or not, I put 2 75 watts on it. If this was a crazy idea, and there is a better way, let me know.

Alessandro Guerani ha detto...

@Angie

If you're shooting something still there's almost never not enough light. I shot with candle lights only! Main problems is to achieve what you preview in your head and use of course a tripod for long shutter times.

Angie ha detto...

thanks! my first submission to tastespotting with the homemade lights was a success. Also the tip about white balance helped me alot with photoshop Raw. I've been sort of just playing with the image till it looks right. I need alot of practice, its so great you have this blog so I can learn from you. You are so talented!

Mammazan ha detto...

Per fotografare i cibi, che in seguito devo postare, creo una specie di set fotografico, ma molto alla buona....
Io sono fotografa e va bene ma per avere delle luci ottimali e poco invadenti come ingombro uso quelle piccole lampade dell'IKEA: manualmente le faccio girare intorno all'oggetto, in questo caso il cibo, fin quando non ottengo l'efetto desiderato...non uso mai il flash che è veramente da evitare e solo in rarissimi casi la luce solare che crea delle ombre troppo crude.....

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