lunedì 4 gennaio 2010

Storie della Bassa - parte II

Pioppi

Abbiamo dato uno sguardo alla cucina della pianura intorno al fiume Reno nei pressi di Bologna, oggi continuiamo invece il viaggio lungo gli argini del fiume, gustando i paesaggi unici di queste zone.

Quando ho viaggiato c'era il fiume in piena a causa della neve e la pioggia caduta in quei giorni e così ho avuto l'opportunità piuttosto rara di avere uno sguardo su come questa zona appariva in passato, quando drenaggi e bonifiche di terreni non erano così diffusi.

Sala Bolognese Bagno di Piano ponte crollato

Questo è piuttosto evidente quando, lasciando il Comune di Calderara di Reno, si entra in quello di Sala Bolognese, nei pressi della frazione di Padulle e poi attraversando il fiume a Bagno di Piano, dove, accanto al nuovo ponte stradale, si trova il vecchio ponte di mattoni, costruito alla fine del XIX secolo, ora crollato.

Castello d'Argile

Seguendo la strada si arriva al comune di Castello d'Argile che, come suggerisce il nome, era un castello costruito in epoca medievale dal Comune di Bologna per il controllo di questa zona che confinava con le terre controllate dalla Casa d'Este che governava allora Ferrara. La sua origine è piuttosto evidente ancora oggi con le due porte del castello ora incorporate in edifici civili che seguono il perimetro delle antiche mura del castello.

Lasciando Castello d'Argile e seguendo la sponda destra del fiume Reno possiamo trovare un'altra città storica: Pieve di Cento.

Pieve di Cento Rocca

La città, insieme con la sua "sorella" Cento, che si trova sulla riva opposta del fiume Reno, sono state costruite durante il secolo XI, quando le prime fortificazioni sono state erette attorno ai principali centri abitati della zona, ma la sua origine potrebbe essere almeno di due secoli precedente secondo alcuni documenti. Separate dal fiume, ma politicamente unite, la due città sono state divise nel 1376 dal vescovo di Bologna, in modo da ufficializzare il controllo di quella città su questa importante posizione strategica sul fiume Reno. In quegli anni la sua Rocca fu eretta sotto la direzione di Antonio di Vincenzo, lo stesso architetto che progettò la costruzione della Basilica di San Petronio a Bologna.
Una tradizione che arriva direttamente dal medioevo è la "Partecipanza", un contratto collettivo tra il vescovo di Bologna e alcune famiglie in cui la terra sarebbe stata perpetuamente ridistribuita ogni venti anni tra gli eredi maschi, in cambio di opere di drenaggio e bonifica. Fu un istituto utile per attrarre nuovi lavoratori agricoli in terre paludose altrimenti incolte, ma esiste ancor'oggi dal XII secolo e la ridistribuzione è stata effettuata l'ultima volta nel 1999 all'interno di quelle stesse famiglie che hanno rispettato il dovere di vivere nel comune.

Fattoria cavalli

Nel prossimo articolo continueremo il nostro viaggio lungo il fiume Reno fino ai confini della provincia di Bologna.

Gli altri articoli del reportage: "Storie della Bassa":
Storie della Bassa"
Pane allo strutto: la "Coppia Ferrarese"
Cappellacci di Zucca
La Mostarda Bolognese
Raviole Bolognesi

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2 commenti :

Fra ha detto...

proprio ieri ho visto sul tg3 un documentario sulle valli di comacchio...la nostra campgna è molto bella ma spesso sottovalutala. Le tue immagini espimono appieno la sua anima, grazie
fra

kat ha detto...

ero gia' capitata sul tuo blog, ma vedere queste foto sulla Bassa, che io conosco bene, il ponte a Bagno mi viene un nodo in gola, sono di Sala Bolognese ma vivo a Chicago...
grazie delle tue splendide foto, per essere sicura ti salvo sul mio blog.
a presto, katia

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