sabato 9 gennaio 2010

Storie della Bassa - parte III

Cappella di Campagna

Lasciando Pieve di Cento continuiamo il nostro viaggio seguendo la sponda destra del fiume Reno fino alla città di Galliera. Qui il fiume curva bruscamente a destra, mentre un canale molto grande parte da qui per terminare più a nord nel fiume Po. In realtà quello era il percorso originale del Reno, che era un affluente del Po, poi nel XVIII secolo, a causa delle continue inondazioni, è stato deviato a destra attraverso un canale di 30 km, il Cavo Benedettino (dal nome del il Papa Benedetto XIV, sotto il cui governo è stato scavato).

Bosco della Panfilia

Qui possiamo anche trovare il Bosco della Panfilia, piuttosto famoso per il tartufo bianco che può essere trovato qui (e per la gustosa festa del tartufo organizzato qui ogni anno a novembre). Grazie alla piena Reno ho trovato il bosco completamente immerso nell'acqua: un panorama molto particolare, probabilmente molto simile a come queste zone apparivano in passato, quando le paludi regnavano in queste terre.

Torre di Galliera

Galliera in origine era un castello costruito dal Comune di Bologna nel XIII secolo per controllare questa zona strategica. Ma in breve tempo il castello cadde sotto il controllo degli esuli ghibellini di Bologna così l'esercito guelfo della città lo rase al suolo e soltanto una torre è sopravvissuta ai giorni nostri. Mentre ero lì ho colto l'occasione per avere una buon pranzo alla Trattoria Galliera dove ho mangiato cappellacci di zucca (la ricetta è qui) e polenta col somarino.

Ponte sul Reno

Continuando a viaggiare lungo il fiume Reno, incontriamo il paese di Malalbergo e un ponte che attraversa il fiume (che era minacciosamente alto) che ci porta fino alle porte di Ferrara, ma prendiamo invece una direzione ad est verso la frazione di San Pietro Capofiume (con la sua frazione sorella di Santa Maria Codifiume, sulla sponda opposta), che è sotto il comune di Molinella.

Molinella

Molinella è una città fluviale il cui nome deriva dal gran numero di mulini ad acqua che furono costruiti qui per sfruttare i vari corsi d'acqua. È stata una città di confine tra Bologna e Ferrara fin dal Medioevo e un importante centro commerciale, ma anche un luogo di banditi e di esuli. Una importante battaglia fu combattuta il 25 luglio 1467 tra l'esercito di Bartolomeo Colleoni (capitano di Venezia e alleato di Ferrara) e gli eserciti di Firenze, Milano, Napoli e Bologna. La battaglia diventò famosa perché fu una delle prime in cui le armi da fuoco furono ampiamente utilizzate col risultato di un numero impressionante (per i tempi) di uccisioni, circa 600-700 soldati e circa 1000 cavalli, il segno che i giorni dei cavalieri medievali erano al termine.

Valli di Campotto

Lasciando la città e dirigendoci a est si entra nella frazione di Marmorta che, come dice il nome, è una zona paludosa ancora oggi protetta, a causa della unicità della sua flora e fauna, da un grande parco denominato Valli di Campotto, che si estende fin dentro il comune di Argenta, in provincia di Ferrara.

Valli di Campotto

Qui nella palude ghiacciata di Campotto termina il nostro viaggio seguendo il fiume Reno in provincia di Bologna. Abbiamo incontrato borghi medievali, natura selvaggia e di enormi opere di ingegneria assieme con cibi e ricette che risalgono al Medio Evo: il fascino senza fine delle terre di pianura chiamate "Bassa".

Gli altri articoli del reportage: "Storie della Bassa":
Storie della Bassa"
Pane allo strutto: la "Coppia Ferrarese"
Cappellacci di Zucca
La Mostarda Bolognese
Raviole Bolognesi
Storie della Bassa - parte II"

La mappa del viaggio su Google Maps:

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