martedì 5 luglio 2011

Da Rioveggio a Castel di Casio (parte I)


Il post di oggi non parla di food, ma di luoghi: i luoghi dell'Appennino bolognese dove, specie d'estate, si può fare una gita in cerca di frescura e, perché no, anche di qualche buon piatto di tagliatelle!

Tanti sono gli itinerari che si possono fare sugli Appenini fra Bologna e Firenze, quello che vi propongo oggi parte dall'uscita dell'A1 in località Rioveggio e prosegue verso i monti sulla SP325 che fin dal Medioevo era una delle vie di accesso alla Toscana, infatti percorrendola fino in fondo si giunge a Prato.

Lagaro
Creda

Continuando da Rioveggio verso Sud si deve imboccare la strada a destra con direzione Castiglione dei Pepoli e si inizia a salire incontrando la frazione di Lagaro per poi proseguire fino all'altra frazione di Creda. Qui di fronte alla chiesa e alla canonica, abbellita da una meridiana, si trova un vecchio lavatoio con sorgente chiamato, con indubbio umorismo, "l'acqua del prete".

Castiglione dei Pepoli

Arriviamo quindi al capoluogo del comune di Castiglione dei Pepoli, uno dei centri più caratteristici della zona. Antico castello dei Canossa passò alla morte della contessa Matilde ai conti Alberti di Prato per poi essere acquistato alla fine del '300 da Taddeo Pepoli, allora uno degli uomini più ricchi d'Italia (la sua famiglia esercitava la professione di cambiavalute, in pratica degli strozzini) ex Signore di Bologna che qualche anno prima fu costretto a cedere ai Visconti.

Alla metà del '400 la famiglia Pepoli, dopo varie vicissitudini coi vari potenti vicini, riuscì a rendere effettivo e riconosciuto il proprio dominio con Guido Romeo Pepoli che fu nominato Capitano della Montagna in nome della Chiesa, del Popolo e del Comune di Bologna. Nonostante questi legami di subordinazione i Pepoli riuscirono a crearsi uno staterello completamente indipendente che durò fino al 1797, anno nel quale fu annesso alla Repubblica Cispadana dalle Armate Napoleoniche.

Castiglione dei Pepoli - Mercato
Castiglione dei Pepoli - Mercato

Tutta sta pappardella per farvi capire che Castiglione dei Pepoli è veramente un luogo particolare: architettonicamente nel centro è leggibilissima la vecchia pianta del castello con le due porte di accesso, la Chiesa di San Lorenzo e il Maschio, trasformato nel XVI secolo nel palazzo comitale dalla struttura in stile toscano.

E sì, perché qui siamo veramente sul confine, e si parla un dialetto bolognese con notevoli influssi toscani, come anche la cucina che è estremamente caratteristica perché basata sui poveri prodotti della montagna per cui, in stagione, funghi, polenta, castagne la fanno da padroni oltre a dolci e biscotti che al giorno d'oggi troviamo magari anche nel supermercato sotto casa, ma sono originari di questi luoghi come gli zuccherini montanari, ottimi biscotti all'anice ricoperti da una glassa di zucchero.

Castiglione dei Pepoli - Mercato

Se poi avete la fortuna come ho avuto io di capitare in giorno di mercato è veramente divertente perché si sentono parlare dialetti tutti simili, ma anche tutti leggermente diversi, dalla gente che arriva dai paesi limitrofi sia del versante bolognese che di quello toscano per visitare la "capitale" della zona.

E poi il fresco, siamo a circa 700 metri, i boschi di faggi e castagni tutti intorno e, in generale, un'atmosfera di cordialità tranquilla che permette di trovarsi a parlare in un bar, con lo sconosciuto affianco, sorseggiando entrambi un caffé.

Castiglione dei Pepoli

Ed ora lasciamo Castiglione dei Pepoli per continuare il nostro tragitto verso ovest seguendo il crinale delle montagne. (segue...)

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

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2 commenti :

Anna ha detto...

Che mearaviglia! Mi rendi sempre piu` nostalgica... foto veramente fantastiche!

ANNA

cooksappe ha detto...

che bei posti!!!

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