giovedì 7 luglio 2011

Da Rioveggio a Castel di Casio (parte II)

Visualizzazione ingrandita della mappa

Lasciamo Castiglione dei Pepoli per continuare il nostro tragitto verso ovest seguendo il crinale delle montagne sulla SP62.
Dopo circa 6 km giungiamo al bacino artificiale costruito nel 1911 dalle Ferrovie dello Stato per l'alimentazione della linea ferroviaria Bologna-Pistoia tramite lo sfruttamento delle acque del torrente Brasimone. In fondo al bacino sorge un centro ricerche dell'ENEA che occupa la struttura a suo tempo destinata a diventare una centrale nucleare, geniale pensata considerato che negli ultimi cent'anni nella zona si sono verificati 20 terremoti con magnitudo da 4,5 ad oltre 5 e negli ultimi 2 anni 25 di magnitudo inferiore.

Bacino del Brasimone

Passata la diga continuiamo sulla SP62, attraversando gli abitati di Baigno e Bargi, fino ad arrivare al bacino di Suviana. Questo bacino, terminato nel 1935, raccoglie le acque del torrente Limentra Orientale e ha sommerso il vecchio abitato fatto sfollare.

Il bacino è un vero e proprio lago anche come dimensioni ed è attrezzato per la ricezione turistica, ci sono alcuni chioschi e bar, attrezzatura per grigliate sulla riva e ci si fa anche tranquillamente il bagno nei momenti di calura (siamo a 500 mt. quindi deve fare caldo per bene), fare il windsurf o andare a farsi un giro in pedalò. In alcune occasioni il bacino viene svuotato per manutenzione (pare che succederà a partire da questo agosto) e sicuramente la scena deve essere parecchio surreale, riuscendo a scorgere nel fango del fondo le vecchie abitazioni e la chiesa.

Lago di Suviana

Tutta l'area fra questi due bacini fa parte del Parco regionale dei laghi Suviana e Brasimone ed è coperta prevalentemente da boschi di pino, a impianto artificiale, nonché di rovere, frassino, castagno e abete rosso, dove sono protette varie specie di cervi, caprioli, cinghiali e daini oltre a specie aviarie come il picchio rosso maggiore e il picchio verde (uno dei quali stavo investendo... ehi picchio... sveglia!)

Insomma il posto perfetto dove fuggire quando in città tira verso i 40.

Lago di Suviana

Dopo esserci rinfrescati al lago si continua quindi sempre sulla SP23 per poi imboccare a sinistra la SP40 che ci porta al paese di Castel di Casio.
Centro antichissimo, già conosciuto al tempo dell'Antica Roma, era passato nel Medioevo sotto il dominio dei Canossa. Conquistato dopo sei mesi di assedio dalle truppe del Comune di Bologna ne diventò uno dei principali centri amministrativi, sede di un Podestà prima e, a causa delle continue baruffe coi Pistoiesi dell'altro lato, del Capitano della Montagna dopo fino al 1450 quando fu trasferito alla vicina Vergato.

Castel di Casio
Castel di Casio

Vent'anni più tardi il paese fu devastato da un terremoto che ne fece crollare metà comprese torri e mura. Al giorno d'oggi è ancora in piedi, anche se parzialmente rovinata, la torre principale del castello mentre sono visibili tratti di mura e un paio delle porte di entrata.

Nelle vicinanze sono visitabili diversi altri monumenti medievali, quali l'Oratorio di S. Ilario, donata da Matilda di Canossa nel 1109 ad un monastero del luogo, il ponte a schiena d'asino di Castrola, lasciato colpevolmente in uno stato di semi abbandono anche se è un rifacimento dell'800 e diverse torrette di avvistamento.

Castel di Casio
Castel di Casio

In centro del paese c'è anche una trattoria che, a prezzi molto modici, permette di mangiare discretamente, specie in autunno quando è stagione di funghi. Per tornare a Bologna seguite le indicazioni per Riola di Vergato e la Statale Porrettana, oppure tornate indietro per riprendere l'autostrada. Sennò aspettate un po' che spero presto di poter pubblicare la continuazione dell'itinerario passando da altri luoghi freschi, pieni di storia e con qualche sosta in trattoria che non fa mai male.

(La prima parte dell'itinerario qui)

Castel di Casio
Castel di Casio

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "Chi sono" o usare l'indirizzo "Contattami" entrambi nel menu del blog sopra.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSS o nella tua email  iscriviti

0 commenti :

Posta un commento