giovedì 22 settembre 2011

Guiglia
(e qualche consiglio sul perché fotografare)

Guiglia
(Canon 5dmkII, Canon 70-200/4 L at 70mm, 1/60 sec, f5, ISO 100)

Ogni volta che fotografo food o altri soggetti ciò che realmente cerco di fare è raccontare una storia. Ieri ero in viaggio con un amico fotografo sulle colline a sud di Modena, quando ci siamo fermati in questo piccolo paese.

La mia prima regola come fotografo è quella di portare sempre con me una macchina fotografica, la seconda è quella di guardarmi attorno, cercando luoghi o dettagli che mi possano interessare, e la terza è cercare di stare attento a ciò che sta accadendo.

In questo caso c'erano dei ragazzini che tornavano a casa dopo la scuola, era circa l'1 del pomeriggio, e ne ho notato uno entrare in questa vecchia casa: qualcosa è scattata dentro il mio cervello e ho scattato la foto.

Mi sono reso conto solo qualche tempo dopo quale era il "racconto" di questa immagine: "parlava" del contrasto tra la giovane età del ragazzo e la "anzianità" della sua casa (c'era un cartello che diceva che fu la casa natale di un famoso giocatore di scacchi del XVIII secolo, Ercole del Rio, quindi probabilmente l'edificio è ancora più antico) e come questo luogo non fosse diventato una struttura simile ad un freddo museo, ma fosse bensì ancora pieno di vita e di futuro.

Come potete notare racconto le storie meglio con le immagini che con le parole, ma questo è il mio consiglio: controllate tutti gli aspetti tecnici mentre scattate, prestate attenzione alla composizione e alla luce, ma cerca sempre di raccontare qualcosa con le vostre immagini, anche qualcosa di semplice, ma non lasciate mai che le vostre foto siano mute e senza vita.

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "chi sono" o inviargli una e-mail.)

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1 commenti :

sara ha detto...

Però a volte è difficile "cogliere l'attimo". Se vedo un momento interessante ora che ho tirato fuori la macchina, acceso, messo a fuoco, scelto le impostazioni ideali e l'inquadratura l'attimo è già scappato.
Questa è la differenza tra un professionista e un dilettante...:)
Bella foto e bella spiegazione

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