giovedì 27 ottobre 2011

Caravaggio e la Luce
(Breve Storia dell'Immagine di Food - III)


(Caravaggio - Canestra di frutta - 1595-1596)


Non c'è termine più abusato, fra i commenti che certe fotografie ricevono dal pubblico, che quello di essere "caravaggesche". Ma come mai questo pittore del '600, rimasto in ombra per molto tempo dopo la sua morte, è oggi considerato anche dal grande pubblico un esempio di bellezza e perfezione?

La grande innovazione portata da Michelangelo Merisi da Caravaggio dentro la pittura fu la rappresentazione scevra da ogni idealità e artificiosità della luce e dei suoi effetti. I personaggi "escono" spesso dall'oscurità dell'ambiente e le loro fattezze sono esaltate dal chiaroscuro e dai forti contrasti di una luce dura, sovente direzionale,  sicuramente lontana dagli ambienti eterei e perfetti del Rinascimento o da quelli comunque ancora un poco artificiosi del Manierismo.

Ma la "rivoluzione luministica" di Caravaggio, così è stata definita dagli storici dell'arte, ha origine dalla decisione del pittore di rappresentare le scene ambientandole non in ricche stanze (vi ricordate il dipinto di Tiziano nell'altro post ad esempio?) o usando personaggi dalle vesti nobiliari, o di converso grottesche, ma di scegliere ambienti e personaggi del popolo nel loro crudo, e a tratti anche disturbante, realismo.


(Caravaggio - Cena in Emmaus - 1602)


Dobbiamo ricordarci che a quei tempi solo le case dei ricchi avevano ampie finestre protette da vetri,  drappeggi e tendaggi; le abitazioni popolari avevano piccole finestrelle per non fare entrare il freddo e poste in alto per cercare di catturare più luce possibile. Appena calata la sera questi ambienti venivano illuminati da candele o piccole lanterne non schermate, per evitare incendi, non da ampi bracieri e camini.

Lo scegliere questo tipo di ambientazione scenica portava di conseguenza ad avere una luce dura e direzionale che esalta la drammaticità dei personaggi e simboleggia la durezza dell'esistenza terrena dell'umanità secondo i principi della Contro-Riforma propugnata dalla Chiesa Ambrosiana di San Borromeo (Caravaggio ha passato la sua infanzia ed adolescenza a Milano).


(Caravaggio - Vocazione di San Matteo - 1599-1600)


Caravaggio è il primo pittore a studiare meticolosamente gli effetti della luce sulle forme e sull'ambiente completando la ricerca del "vero" che i grandi pittori rinascimentali avevano fatto sulla prospettiva, il paesaggio e le forme del corpo. Nel suo studio utilizzava lanterne e altre sorgenti luminose per capire come la loro posizione influenzasse la resa dell'immagine e per questo metodo è stato "riscoperto" in tempi recenti da fotografi e cineasti che, per forza di cosa, dovevano sottostare alle stessi leggi dell'illuminazione per produrre le loro immagini.

Da qui al passaggio di questo stile sul grande pubblico il passo è stato conseguente assieme all'abusato termine "caravaggesco" già citato, anche quando in realtà vi è ben poco della perfezione originaria dl pittore.

Light Painting #8: Fruits

(Bill Hertha - Light Painting #8: Fruits)


Tornando alla fotografia di food la prima reale e consapevole applicazione di questo stile è stata nelle immagine prodotte con la tecnica del light painting che, per chi non lo sapesse, si tratta nell'illuminare una scena avvolta nell'oscurità con una torcia elettrica mentre la macchina fotografica rimane con l'otturatore aperto.

In realtà l'unica assonanza con lo stile di Caravaggio è l'apparente "uscita" dal buio del soggetto, ma non vi è alcuna direzionalità nella luce, anzi la tecnica stessa, che vede il fascio di luce muoversi e quindi provenire da varie direzioni, rende la luce molto più diffusa e morbida, oltre che piuttosto irrealistica (e stilisticamente datata nel 2011).


(Ditte Isager)


Più interessante è invece lo stile dei fotografi di food di scuola "nordica" che recentemente sono venuti alla ribalta. In questi casi proprio la ricerca della riproduzione realistica di ambienti "rustici", dove le fonti di luce sono simili a quelle degli ambienti dei tempi del Caravaggio, hanno portato a risultati simili, anche se in realtà fanno riferimento molto di più alla scuola barocca fiamminga che vedremo nel prossimo post.

In sintesi la fotografia di food prende a prestito da questo artista la ricerca del realismo e della povertà dell'ambientazione, ma senza comunque portarla fino ai suoi violenti contrasti: come ho già spiegato il fine di questo genere di fotografia rimane l'appetibilità del soggetto e questa verrebbe compromessa da contrasti di luce troppo violenti.


(Diver and Aguilar - "Chiaroscuro" Series)


Anche nella fotografia di fashion si hanno le stesse problematiche e anche lì l'utilizzo di luce molto contrastata è comunque sempre attenuato e tenuto sotto stretto controllo per non inficiare la "idealità" delle forme delle modelle. Eccezioni ci sono dove i soggetti sono maschili, e quindi con canoni "estetici" diversi e infatti qui troviamo alcune riproduzioni caravaggesche veramente credibili come nell'immagine qui sopra.


(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "chi sono" o inviargli una e-mail a info_at_alessandroguerani.com.)

Ti è piaciuto il post? Clicca e ricevi gli aggiornamenti di Foodografia appena pubblicati come feed RSSiscriviti o nella tua email.

8 commenti :

Lydia ha detto...

Essendo io una grande, anzi grandissima, amante della Caravaggio non posso non apprezzare moltissimo questo tuo post.
Grazie Ale

Anna ha detto...

Questo e` un post veramente interessante, che conduce a ovvie riflessioni. E` molto interessante osservare l'uso della luce, da parte di Caravaggio. I suoi, sono dipinti che hanno avuto una grande influenza sull'arte a livello mondiale. Personalmente, sono stata attratta dalla grande vitalita` e modernita` della versione fotografica della Cena in Emmaus di Caravaggio, che ci hai proposto (e riproduzione, con "liberta` poetiche" tipo: la bottiglia di birra, i bei dreadlocks, del personaggio a sinistra, davanti, e la voluta eliminazione del tono quasi "religioso" del personaggio focale, piazzandogli un bel boccale di birra, in quella mano che nel dipinto originale sembrava quasi evocare la "manna dal cielo" o, perlomeno, qualcosa di intangibile. Un boccale di birra e` reale, crea un elemento di laicita` che secondo me e` necessario nell'arte e cambia completamente il "mood" della composizione.) Guardando l'immagine dal punto di vista delle luci, l'esperimento e` riuscito. Ma chissa` perche`, la tovaglia di Caravaggio, rispetto a quella nella versione fotografica, e` meno piatta e piu` viva e lo stesso si puo` dire del cestino di frutta di Caravaggio... quanto movimento! Ma cade o non cade da quel tavolo? A me viene voglia di spingerlo un po` piu` indietro!
Che la luce sia determinante nell'arte, lo provarono magistralmente gli impressionisti, i quali... ma guarda un po`, furono, a loro volta influenzati dalla tecnologia moderna, in parte, e proprio dalla stessa fotografia! Ed e`ovvio e non originale, affermare che l'impressionismo genera un tipo di relismo basato sulla percezione della luce stessa: i colori senza luce, cessano di esistere e il nero, in se e per se, scompare, non esiste(infatti gli impressionisti, tranne Cezanne, se non sbaglio, non usavano il nero!) Guarda come il dipinto "I giocatori di Carte di Cezanne e` simile come composizione all'opera di Caravaggio che ci hai proposto!)
Quindi: viva la luce senza la quale il reale sarebbe impercepibile. Complimenti a Caravaggio per aver usato la luce in maniera superba e di aver democratizzato (nei limiti dei suoi tempi) l'arte, proponendo dipinti che non avevano piu` la nobilta` come soggetto ( ah... se avessero avuto macchine fotografiche, forse avremmo un numero minore di dipinti che ritraggono la nobilta` tanto poco attraente) ma un realismo o verismo alla Zola o alla Verga.
Grazie per un post stimlante. Qui, si potrebbe continuare all'infinito. Ora, sarebbe interessante magari guardare al cibo, rappresentato dagli impressionisti, no?

ANNA

Alessandro Guerani ha detto...

Prima di arrivare agli impressionisti abbiamo tutto il barocco fiammingo e spagnolo e poi il romanticismo, con francesi ed italiani... e sicuramente mi perdo qualche pezzo per strada.

Diletta ha detto...

Come Lydia!
Bellissimo post.

Alberto ha detto...

Ciao, complimenti per la serie di articoli (questo e quelli sulla storia del food). Inoltre hai scelto una delle mie fotografe preferite (Isager).
Alberto

domenico mendicino ha detto...

Interessante la tecnica che usava Caravaggio nei sui dipinti...usava gli specchi e le lenti per riprodurre le sue immagini...

Ripasso Facile ha detto...

Ottimo articolo, interessante e ricco di spunti! Complimenti :-)

Luca Amore ha detto...

Articolo davvero interessante! :-)

Posta un commento