mercoledì 5 ottobre 2011

L'Insostenibile Pesantezza del Treppiede


(Canon 5dmkII, Tomioka 55/1.4 , 1/2 sec, f1.4, ISO 100)


Livello del Tutorial: Base

"Ma lascia stare quello che dicono le riviste, le pubblicità, e tutto il resto. Un buon treppiede deve avere una qualità su tutto: esser pesante."
Queste parole mi furono dette dal fotografo da cui facevo l'assistente quando gli chiesi un consiglio su quale treppiede comprare.

Ma perché comprare un treppiede? Perché, soprattutto se fotografate food, dovete e basta!

Ok, ok, cercherò di essere meno dittatoriale e spiegare i vari vantaggi derivanti dall'uso di un treppiede:

- vi permette di poter fotografare con tempi molto lunghi e quindi anche con poca luce potendo usare la sensibilità del sensore (o pellicola) più bassa possibile cosa che vi farà avere una immagine di qualità migliore;
- avere la fotocamera fissa permette di decidere con calma e precisione l'inquadratura della fotografia;
- potete sistemare la fotocamera in posti scomodi da raggiungere di persona o dove sarebbe complicato tenerla ferma per poter fotografare;
- potete avere la mano più ferma del West ma comunque fidatevi, una foto scattata su treppiede è quasi sempre più nitida di una scattata a mano a meno che non usiate dei tempi velocissimi o i flash.

Oramai tutti i libri di fotografia consigliano fra le prime cose l'uso del treppiede, specie se dovete fotografare soggetti statici (cioè che stan fermi e non dovete rincorrere), e anche quelli di fotografia food adesso sulla cresta dell'onda, anche se poi è illustrato con alcune foto a ISO400 e oltre che non si capisce bene il perché a meno di non aver usato un treppiede col Parkinson!

Riprendendo il primo punto e come esempio l'immagine che apre il post, io sono riuscito a fotografare ad ISO100, quindi con la sensibilità minima del sensore, un set illuminato solo da un paio di candele usando la fotocamera su un treppiede. Il tempo di scatto era di mezzo secondo ma l'immagine era fermissima, il fuoco era dove avevo deciso e la composizione esattamente come volevo.

Ed ora torniamo a quale treppiede comprare. Per i fotografi di studio che non devono portarselo dietro valgono le parole citate in apertura. Il treppiede deve essere soprattutto pesante perché ovviamente ciò migliora molto la stabilità oltre ad evitare che piccoli urti o scossoni lo facciano muovere troppo da dove lo abbiamo piazzato.

Anche in esterno questi vantaggi sono ovviamente utili, anzi forse di più perché magari il vento o l'instabilità del terreno può fare oscillare il treppiede e vanificarne l'uso. Il problema è però trasportarlo, per cui le varie ditte hanno sostituito il pesante metallo con materiali speciali come la grafite o la pietra lavica con però un notevole aumento dei costi.

Quindi valutate bene le vostre esigenze, se fotografate spesso in casa o studio potete scegliere un pesante, e abbastanza economico, treppiede di metallo, altrimenti dovrete aggiungere qualche centinaio di euro per cercare di alleviare le vostre spalle da buona parte del peso.

Cosa uso io?

Io in studio ho due vecchi Gitzo Studex di alluminio, il più grande dei quali è così pesante che se ci sbatto contro lui non si muove ma io vado al Pronto Soccorso.



Adesso è in arrivo uno stativo a colonna che è un arnese alto due metri e pesante circa 60 kg., in pratica una specie di "attaccapanni" per macchine fotografiche che permette di andare in verticale e decentrati senza che tutto cappotti...

Per quando invece devo recarmi fuori dallo studio il treppiede che ho scelto è un Benbo Classic 1, che pur non essendo pesantissimo, garantisce una buona stabilità grazie al fatto che le gambe e la colonna, completamente snodabili, permettono di adattare il treppiede a qualsiasi asperità del terreno, oltre a riuscire a portare la macchina fotografica anche quasi a livello del suolo (per chi ama fotografare i fiorellini è perfetto!).

Un altro accessorio fondamentale è la "testa" del treppiede che di solito deve essere acquistata a parte, anzi se un treppiede viene venduto già con la testa è il primo indicatore che si tratta di un treppiede "economico".

Ma sulle teste c'è altrettanto da dire che sui treppiedi e quindi... arrivederci ai prossimi post!


(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "chi sono" o inviargli una e-mail a info_at_alessandroguerani.com.)

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4 commenti :

Anonimo ha detto...

Interessante articolo. Sto proprio in questi giorni valutando l'acquisto di un treppiede che possa accordarsi che le mie esigenze (food e still). Sono un fotografo amatoriale e ne possiedo già uno (di infima qualità a dire il vero) acquistato per fare pratica e capire di cosa ho realmente bisogno. Purtroppo è abbastanza leggero e quindi spesso utilizzo l'exposure delay mode per compensare le vibrazioni trasmesse alla testa (già inclusa of course) dal movimento dello specchietto. Utilizzo un'ottica molto luminosa e riesco a conservare ISO basse e tempi molto brevi, ma il treppiede è divenuto un'esigenza. Potrei avere un suo consiglio su cosa acquistare (treppiede + testa)? Grazie.

Alessandro Guerani ha detto...

Come ho scritto... uno pesante

eli ha detto...

Io ne ho uno ereditato da mio figlio semi-pesante e semi-stabile...insomma semi-pietoso della Manfrotto :(
Probabilmente dovrei decidermi a fare l'investimento.

Alessandro Guerani ha detto...

eli. dipende sempre da come uno poi si trova, se per il momento ti basta prendine uno con calma, se invece hai dei problemi ad usarlo, beh, meglio spendere nel treppiede che in tante altre cose

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