sabato 29 ottobre 2011

Tagliatelle

tagliatelle


La modella di oggi è una delle specialità più caratteristiche di Bologna: le tagliatelle! 

Prima di immergerci nei problemi di illuminazione vi spiego le difficoltà di styling. Le tagliatelle sono meravigliose a vedersi, ma quelle fresche sono molto lunghe e fragili. Per essere fotografate hanno bisogno che gli si dia qualche forma, pur cercando di mantenere il loro aspetto morbido ... molto più facile a dirsi che a farsi! La mia idea poi era di inserirle all'interno di un contenitore per uova, per appunto sottolineare la loro natura di pasta fresca all'uovo, per cui dovevo anche lavorare in uno spazio piuttosto limitato.

Dopo aver attentamente scelto le tagliatelle più belle, con la stessa lunghezza e senza difetti, le ho avvolte attorno a due delle mie dita, cercando di non romperle. Il trucco è quello di utilizzare la pasta quando è molto fresca e quindi ancora elastica, purtroppo non si può fare con le tagliatelle secche che, oltre ad essere facilmente riconoscibili (non ridete, le ho viste usare in una foto di una famosa rivista di food estera), sono anche "congelate" nella forma che già hanno.



Lo schema luci è stata abbastanza facile da decidere. La mia regola d'oro quando devo fare uno scatto che sembri naturale è quello di replicare una situazione reale di illuminazione: qui il primo flash nel softbox 60x90cm era la luce principale e replicava una finestra, il secondo flash in una softbox più grande e a potenza molto più bassa funzionava come fill frontale, come se si trattasse di un muro bianco, il riflettore sulla sinistra era la parete laterale della mia stanza "immaginaria". Se avessi voluto un maggiore contrasto avrei potuto togliere il riflettore, allora avremmo imitato una stanza con la parete laterale sinistra lontana dal soggetto, oppure avrei potuto allontanare la luce di riempimento e/o diminuirne la potenza per simulare un muro frontale più distante, avrei potuto anche usare dei gel con un certo colore se volevo colorare il "muro". Vedete come è più semplice pensare allo schema luci immaginando un ambiente reale?

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "chi sono" o inviargli una e-mail a info_at_alessandroguerani.com.)

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3 commenti :

Francesca ha detto...

Quanto sei bravo Alessandro...grazie per tutti i suggerimenti!

sonia ha detto...

ecco finalmente riesco a commentare, dal telefono non ce la facevo! Ottimo post e spiegazione alla portata di tutti, come sempre bravissimo!

Roberta | Il senso gusto ha detto...

Ciao, è da almeno un anno che ho memorizzato il tuo sito/blog ma lo leggo da meno di una settimana e non riesco a smettere. Innanzittutto mi chiedevo se sei un pò folle a pubblicare questi 'trucchi' del mestiere di Food Photogrphy e Food Stylist; non fraintendermi, io da autodidatta APPREZZO all'ennesima potenza (ho anche partecipato ad un workshop milanese un paio di settimane fa sul tema) ma mi sa che molti tuoi colleghi professionisti magari storceranno un pò il naso (un pò come raccontare il trucco della donna segata a metà in una scatola). Ma tant'è, fino a quando esseri generosi come te pubblicheranno, per me sarà solo una gioia! :-) Grazie per l'impegno volto alla divulgazione.

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