domenica 13 novembre 2011

Cosa c'è Dietro una Foto di Vino


Ecco come promesso lo schema luci del set che ho utilizzato per la foto di vino che ho postato un paio di giorni fa.. 

Come potete vedere a prima vista ci sono un po' di differenze rispetto al set utilizzato per altri scatti, come quello sulle tagliatelle per esempio.

La più evidente è la fotocamera usata. In questo caso ho usato un banco ottico al quale ho applicato il dorso digitale Hasselblad.

Scommetto che molti di voi si chiederanno "ma che diavolo è un banco ottico?" La risposta potrebbe essere tecnicissima e noiosa (la trovate qui su Wikipedia) oppure un po' più semplice: quella semplice è che i banchi ottici sono quelle macchine fotografiche col soffietto che si vedono usare dai fotografi nei film di tanti anni fa. Ebbene dopo cento anni vengono usate ancora, anche se sono un poco diverse, perché permettono in pratica di piegare le leggi dell'ottica a vantaggio del fotografo e a risolvere tanti problemi.

In questa situazione io avevo il problema di avere in fuoco sia il bordo del bicchiere sia il livello del vino, oltre a non volere sfuocare troppo l'etichetta della bottiglia. Se usavo una macchina fotografica "normale" non ci sarei mai riuscito a meno di non essere allo stesso livello del bicchiere in modo che il fuoco fosse su un piano parallelo a quello del sensore.

Fate la prova con la vostra macchina fotografica e vedrete che saranno a fuoco tutti i punti della scena che sono alla stessa distanza dall'obiettivo, se questo è inclinato verso il basso ovviamente questi punti saranno inclinati anch'essi e non perpendicolari.

Col banco ottico invece sono riuscito a mantenere il fuoco perpendicolare al sensore pur avendo l'obiettivo che puntava verso il basso. Ecco, ho spiegato in modo forse troppo tecnico lo stesso ma è veramente difficile non esserlo, ringraziatemi di non aver tirato dentro la Regola di Scheimpflug.

Riguardo invece alla luce lo schema è estremamente semplice. Come avevo spiegato in altre foto io prediligo un tipo di luce che sia il più possibile simile a situazioni reali e naturali. In questo caso volevo dare l'impressione di una finestra dietro alla scena, un po' verso destra e abbastanza lontana che illuminasse una stanza che non avesse pareti chiare, per questo motivo non ho usato riflettori. Una scena naturale, "autunnale" e di "campagna" che, secondo me, si abbinava bene col soggetto, un buon cabernet francese (hic!).

Notizia per i naviganti: sabato prossimo, il 19 novembre, terrò un corso di fotografia di food da Kitchen a Milano dove mostrerò la "creazione" di una fotografia di food dalla sua ideazione, alla preparazione del piatto e all'allestimento del set, fino allo scatto finale. Vi aspetto!

(Food photographer, e non solo!, professionista, Alessandro Guerani vive a Bologna ed è disponibile per servizi fotografici e postproduzione digitale di immagini. Per contattarlo potete vedere "chi sono" o inviargli una e-mail a info_at_alessandroguerani.com.)

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